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A Firenze gli studenti dei Licei di San Giovanni “processano i poteri”: il Salone dei Cinquecento diventa aula di tribunale

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12.04.2026

Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio

Arezzo, 12 aprile 2026 – Il Salone dei Cinquecento si trasforma per un giorno in un’aula di tribunale simbolica, dove a vestire i panni di giudici, pubblici ministeri e avvocati saranno gli studenti delle scuole superiori toscane. È il cuore del progetto “La persona al centro: processo ai poteri”, un’iniziativa che mette al centro il confronto, il pensiero critico e l’educazione civica attraverso la simulazione di un vero dibattimento processuale. L’evento si svolgerà all’interno di Palazzo Vecchio, a Firenze, con il coinvolgimento di studenti provenienti da diversi istituti della regione, chiamati a “processare i poteri” e a riflettere sul ruolo che questi esercitano nella società contemporanea. Il progetto è promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II, da oltre 18 anni impegnata in attività di cooperazione internazionale in Paesi in via di sviluppo, in contesti di guerra e in percorsi di accoglienza in Italia, con il sostegno dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, di INDIRE e del Comune di Firenze.

L’iniziativa nasce all’interno del percorso educativo della Fondazione come esperienza di formazione al dialogo e alla pace, prendendo spunto anche da una proposta emersa direttamente dagli studenti. A sintetizzarne lo spirito è una frase significativa: “Non c’è un modo giusto di aiutare: l’importante è non rimanere a guardare”. Nel corso dell’anno scolastico, il progetto è stato costruito insieme ai giovani partecipanti, coinvolti attivamente nella definizione dei contenuti. Le scuole coinvolte rappresentano diverse realtà del territorio regionale, tra cui il Liceo Scientifico Antonio Gramsci, il Liceo Niccolò Machiavelli, il Liceo Giovanni da San Giovanni, l’Istituto Tecnico Carlo Cattaneo, il Liceo Vescovile Pontremoli, l’Istituto Tecnico F. Marchi e il Liceo Antonio Rosmini. Guidati dai docenti, gli studenti hanno lavorato sulle dinamiche del potere e sulle sue implicazioni nella vita delle comunità, dal contesto familiare fino alla dimensione globale, con l’obiettivo di sviluppare strumenti critici, consapevolezza civica e una visione etica fondata sulla riduzione delle disuguaglianze.

La mattinata di domani, a partire dalle ore 9.30, vedrà andare in scena il momento centrale del progetto: un dibattimento processuale allestito nel Salone dei Cinquecento, durante il quale le classi si confronteranno assumendo ruoli contrapposti di accusa e difesa, tra argomentazioni, requisitorie e controinterrogatori. Ad aprire l’incontro sarà Bernardo Gianni, abate dell’Abbazia di San Miniato al Monte, seguito dai saluti istituzionali del presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, del direttore generale dell’USR Toscana Luciano Tagliaferri, delle formatrici INDIRE Elena Mosa e Silvia Panzavolta, e del presidente della Fondazione Giovanni Paolo II Damiano Bettoni. Il coordinamento del progetto è stato curato da Carla Gonfiotti, Federico Samaden e Maria Grazia Viticchi, con il supporto della struttura tecnica della Fondazione.

Le conclusioni saranno affidate al giornalista Simone Pitossi, direttore di Toscana Oggi, chiamato a sintetizzare i contenuti emersi nel corso della giornata. Nel suo intervento, Cosimo Guccione ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa, evidenziando come il progetto permetta ai giovani di confrontarsi concretamente con le dinamiche del potere e con il loro impatto nella vita quotidiana. Sulla stessa linea Damiano Bettoni, che ha ribadito come la difesa della dignità della persona passi attraverso il confronto delle idee e la costruzione di una coscienza critica, ricordando che il futuro è il risultato dell’impegno e della partecipazione attiva delle nuove generazioni.

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