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In difesa di Sal Da Vinci

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06.03.2026

Oggi – per una sorta di dovere morale e perfino sociale – dobbiamo stare tutti dalla parte di Sal Da Vinci. Preciso: non ho guardato un solo minuto del Festival di Sanremo, anche perché è difficile che una canzonetta mi piaccia, tanto meno negli ultimi anni. Tuttavia, vengo indotto a una difesa d’ufficio del vincitore di quest’anno, perché dopo la sua vittoria, si è scatenata una polemica da più versanti, ma da tutti in modo concorde per ribadire che la canzone non vale nulla e che praticamente lui avrebbe vinto quasi per errore dei giurati chiamati a votare. Ha cominciato un giornalista a me sconosciuto in una trasmissione pomeridiana di Rai 1 nel corso della quale si affermava che Sal avesse vinto perché votato dalla Sala stampa. Ebbene, il giornalista si è affrettato a ribellarsi per discolparsi, ripetendo che la Sala stampa non avesse alcuna “colpa” nella vittoria di quel cantante, il quale invece, era stato favorito dal voto popolare. Avete capito bene l’assurdità manifesta in queste parole: la Sala stampa non ha “colpa” di quella vittoria. Il che suppone che una tale vittoria fosse cosa da ritenere negativa e, in qualche modo, non degna di un palcoscenico come quello dell’Ariston.

L’apoteosi di una tale forma di perbenismo intellettualoide viene però raggiunta da Aldo........

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