La Cina, Nuovo Mondo del terzo millennio
La Cina è caratterizzata da paesaggi di straordinaria bellezza; da persone di ogni ceto unite dalla comune cultura dell’accoglienza, della discrezione, della modestia, della solidarietà, del rispetto, che neanche l’atroce esperienza del periodo delle Guardie Rosse nella seconda metà degli anni 60’, con il suo lascito di devastazioni, di lacrime e di sangue, riuscì a sradicare.
Oggi, considerando la sequenza dei periodi storici, possiamo ragionevolmente prevedere che la Cina verrà a costituire − in un futuro non lontano − il “Nuovo Mondo del Terzo Millennio”, così come l’America lo fu nel secolo XVI.
Naturalmente non ci sono “rose senza spine”, e la Cina ne aveva e ne ha tuttora!
Partendo dalla dimensione economica della strada da tempo intrapresa del liberismo, riteniamo di poter motivatamente asserire che si arriverà in un prossimo futuro anche al liberalismo politico.
Ma su questo ultimo punto, crediamo sia utile soffermarci con qualche riflessione non marginale.
Per il Croce il liberalismo era autonomo dall’economia, ma per l’Einaudi – viceversa − il liberalismo politico ed il liberismo economico erano inscindibili.
Alla luce di esperienze concrete come quella della Cina post-maoista, la storia sembrerebbe aver dato ragione al Croce, in quanto si può osservare la coesistenza di un regime al momento ancora ad impronta marcatamente dirigistica, con l’economia di mercato e quindi la reciproca indipendenza fra sistema politico e sistema economico, ispirati a valori molto diversi.
Sia il Croce che l’Einaudi, seppur giungendo a conclusioni diametralmente opposte, erano partiti dal comune interrogativo della compatibilità o meno fra il Liberalismo, quale ideale etico, e modelli economici pianificati dall’alto.
Nel caso della Cina popolare si è realizzato un sistema di libero mercato nell’ambito di uno Stato ancora molto prudente nel........
