Il viaggio infinito di Ulisse tra note, poesia e arte
Da quasi tremila anni il mare di “Odissea” continua a cantare. Le onde che accompagnano il viaggio di Ulisse, sembrano non essere mai fermate. Cambiano i secoli, cambiano le civiltà, mutano i linguaggi artistici ma quella nave sospinta dal vento, continua a navigare nella fantasia degli uomini.
Oggi, il cinema torna a raccontare il poema di Omero con nuove produzioni e nuove interpretazioni, dimostrando ancora una volta come il viaggio dell’eroe greco appartenga a ogni epoca.
La musica classica non ha mai smesso di raccontare questa straordinaria avventura. Fin dalle origini dell’opera lirica, compositori di ogni epoca hanno trasformato i personaggi dell’Odissea in emozioni sonore, facendo della musica il linguaggio ideale per esprimere il coraggio, la nostalgia, l’amore, il desiderio di conoscenza e il ritorno alla propria casa. Ulisse non è soltanto un eroe dell’antichità. È il simbolo dell’uomo che affronta il mare dell’esistenza, cade, si rialza, conosce il dolore, la tentazione, la perdita e la speranza. Ogni compositore ha visto in lui qualcosa di diverso e gli ha dato una voce nuova.
Il primo grande capolavoro è Il ritorno d’Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, rappresentato a Venezia nel 1640. Quest’opera segna uno dei vertici assoluti del primo teatro musicale europeo. Monteverdi costruisce un linguaggio sorprendentemente moderno: il recitativo segue il ritmo naturale della parola, mentre le arie diventano confessioni dell’anima. La musica alterna momenti di intensa drammaticità ad altri di delicata contemplazione. Penelope è dipinta con lunghe linee vocali, quasi immobili, che sembrano fermare il tempo.........
