Mamdani condanna New York alla carestia delle case
Il sindaco socialista congela per decreto gli affitti di un milione di case. Il risultato sarà meno offerta, più degrado e prezzi ancora più alti
Come riferisce il Wall street journal in un articolo di Joseph Pisani e Mariah Timms, il Rent guidelines board di New York ha approvato, con sette voti favorevoli e uno contrario, il congelamento degli affitti per circa un milione di appartamenti sottoposti alla rent stabilization. I proprietari non potranno applicare aumenti ai contratti annuali e biennali decorrenti dal prossimo primo ottobre. Zohran Mamdani può dunque festeggiare. Il sindaco socialista ha infatti definito il voto una vittoria storica per gli inquilini. In realtà, ha ottenuto una vittoria della propaganda sulla realtà economica e della forza politica sulla libertà contrattuale. Ha promesso il blocco in campagna elettorale, ha nominato sei dei nove componenti dell’organismo chiamato a decidere e ha ricevuto il risultato annunciato. Christina Smyth, rappresentante dei proprietari, si è dimessa prima del voto, denunciando la trasformazione del Board in uno strumento destinato a ratificare una decisione politica. Un organo che dovrebbe esaminare costi, inflazione, condizioni degli edifici e andamento dell’offerta è stato ricomposto da chi aveva già stabilito pubblicamente quale conclusione dovesse raggiungere.
Il problema va comunque oltre la correttezza della procedura. Nessuna commissione municipale può abolire la scarsità. Può vietare a un prezzo di esprimerla, lasciandola riapparire nelle code, nelle selezioni arbitrarie, nei pagamenti indiretti, nel deterioramento degli immobili e nella scomparsa delle abitazioni dal mercato. Il prezzo di una locazione segnala quante persone desiderano una casa e quanto costa offrirla, conservarla e........
