Il paradosso del pomodoro italiano
Sovranità alimentare o libertà di mercato?
Nel settore del pomodoro italiano non c’è solo una crisi di marginalità. C’è qualcosa di più profondo: una divergenza crescente tra due modi opposti di interpretare il mercato.
Da una parte si trova chi, di fronte alla pressione della grande distribuzione e alla compressione dei margini, invoca un maggiore intervento pubblico. È la posizione espressa ad esempio da Pasquale Petti, alla guida del gruppo Italian Food, che ha sollecitato un ruolo più attivo di Unione europea e governo italiano, chiedendo tavoli di confronto con la grande distribuzione e misure a sostegno della filiera, nel nome della cosiddetta “sovranità alimentare”.
Dall’altra parte, però, c’è chi reagisce in modo radicalmente diverso. Il gruppo Mutti, leader del settore, ha infatti annunciato investimenti per oltre 40 milioni nel 2026, all’interno di un piano da 100 milioni nel quinquennio. Risorse destinate in larga misura a impianti produttivi, digitalizzazione e sistemi di intelligenza artificiale capaci di controllare con precisione sempre maggiore la qualità del prodotto.
A bene vedere, non siamo in presenza di una semplice differenza di strategia aziendale, ma di una differenza di visione. Che appare evidente considerando che, nel primo caso, il........
