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Il vecchio ordine non c’è più. Ora l’Europa deve scegliere

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05.05.2026

C’è un equivoco che continua a dominare il dibattito pubblico: l’idea che stiamo vivendo una parentesi. Una fase di transizione, certo turbolenta, ma destinata comunque a chiudersi nel breve periodo con il ritorno alla “normalità”. È un riflesso quasi psicologico, più che politico. Come se la storia fosse un elastico che, dopo ogni strappo, tornasse sempre nella stessa posizione. Non è così.

L’illusione che il vecchio ordine globale – quello della crescita infinita, della globalizzazione senza attriti né confini, delle democrazie liberali stabili – possa nuovamente essere ristabilito è forse la più grande menzogna che continuiamo a raccontarci. Non perché quel mondo fosse perfetto, ma perché era comprensibile. E ciò che è comprensibile rassicura, anche quando è ingiusto o fragile.

Oggi, invece, siamo entrati in una fase diversa: discontinua,........

© L'Opinione delle Libertà