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Il paradosso della destra che teme i suoi intellettuali

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C’è un’immagine che racconta meglio di mille analisi la parabola culturale del centrodestra al governo: le bandiere issate all’inizio della legislatura vengono, una dopo l’altra, ammainate. Non per mano degli avversari, ma dagli stessi che le avevano sventolate come simboli di un’annunciata “contro-egemonia culturale”.

In principio fu Vittorio Sgarbi. Per anni indicato come l’intellettuale irregolare capace di rompere il conformismo culturale italiano, è stato usato come vessillo identitario e poi lasciato cadere appena il suo profilo è diventato troppo ingombrante. La sua uscita dal governo non è stata soltanto una vicenda personale o politica: è stata la certificazione di una rinuncia.

Poi è toccato a Beatrice Venezi. Anche qui il copione è pressoché identico.........

© L'Opinione delle Libertà