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Il decreto scuola alla prova della realtà

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02.10.2026

Tra deroghe, limiti e incognite, le contraddizioni di un provvedimento essenzialmente comunicativo e difficile da applicare

Il decreto-legge varato dall’esecutivo per imporre il tetto del 30 per cento agli alunni stranieri nelle classi viene presentato come la panacea di tutti i mali, l’unica soluzione possibile per risollevare le sorti della scuola italiana e cancellare una volta per tutte il problema delle cosiddette “classi-ghetto”. A smentire questa narrazione emergenziale, però, sono gli stessi dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione, che certificano come la presenza di alunni stranieri si attesti, nella stragrande maggioranza dei casi, su percentuali contenute e come le situazioni in cui si supera la soglia del 30 per cento siano in realtà circoscritte e minoritarie.

Non solo. Dietro gli effetti sensazionalistici di questa retorica muscolare si celano anche una serie di evidenti contraddizioni.

La prima riguarda il tempismo. Ricorrere a un decreto-legge – uno strumento normativo che presuppone casi straordinari di necessità e urgenza – a scuola già iniziata, quando il fenomeno era noto da tempo e quando, peraltro, diverse disposizioni sono destinate a trovare applicazione soltanto dal prossimo anno scolastico, solleva più di un interrogativo sulla reale necessità........

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