Il Csm è già politicizzato ed il referendum è contro la lottizzazione partitocratica
C’è qualcosa che forse non è ancora stato dipanato. Esiste qualche norma, o regolamento che prevede la creazione di correnti all’interno del Csm?Assolutamente no! Ed allora come è possibile, e, perché? Affrontiamo l’argomento. Ebbene, le correnti sono associazioni di magistrati, che operano dall’esterno, ma che, nonostante tutto, condizionano le delibere e le nomine del Csm. Con questa inedita formula, sono riusciti a lottizzare un organo che dovrebbe essere apolitico ed apartitico. Le leggi le fa il Parlamento, i magistrati devono semplicemente applicarle. Sono pertanto associazioni private di magistrati, operanti all’esterno, che storicamente hanno condizionato le elezioni dei membri togati, influenzando le nomine e le delibere del Csm. La nostra Costituzione, pertanto, agli Articoli 104 e 105, non prevede in alcun modo la creazione di correnti ed associazioni di magistrati, ma ne garantisce ovviamente l’autonomia e l’indipendenza.Dunque, le correnti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura, cui fanno riferimento varie associazioni, influenzano indubbiamente l’elezione dei membri togati, ed altresì le nomine, i trasferimenti e le promozioni . Sono e funzionano esattamente come dei partiti e rappresentano logiche politiche, suddivise per appartenenza ideologica. E come i partiti, le elezioni avvengono sulla base di collegi con sistemi misti. Maggioritario binominale per i collegi territoriali, e proporzionale per un collegio nazionale virtuale. Dunque, non è vero che il Referendum vuole sottoporre alla politica i magistrati, tutt’altro! La magistratura è già politicizzata, ed il caso Palamara ne ha evidenziato ogni suo torbido aspetto! Con il referendum si vuole, in verità, superare le appartenenze ideologiche delle varie correnti.Ad esempio, la corrente di magistratura democratica, e di Area, sono orientate politicamente a sinistra. Unicost al centro, Magistratura Indipendente a destra. Le correnti dunque, condizionano, volenti o nolenti, l’autonomia della magistratura. Un magistrato orientato a sinistra vedrà pertanto di cattivo occhio qualsiasi azione di un governo che vuole limitare l’immigrazione. E qualsiasi magistrato di destra, diversamente, vedrà il divieto di immigrazione come una opportunità. Ebbene, questo è a mio modo di pensare inammissibile. Le toghe sono una funzione e non un partito. A loro non spetta fare politica, ma attuare le leggi. Non sono eletti dal popolo, non sono un potere, ma, solo una funzione, che esercita, questo sì, il potere giurisdizionale! Esercita un potere, non sono un potere!Una certa ipocrisia che traspare è che nessuno di questi magistrati ha mai pubblicamente affermato a quale corrente politica appartenesse. Ebbene, a mio avviso, ogni cittadino avrebbe il diritto di sapere, come è orientato il magistrato che lo sta giudicando. Se non altro perché, se denuncio un furto, probabilmente a seconda dell’orientamento politico di quel magistrato, probabilmente la vittima e l’aggressore, non potranno mai essere sullo stesso piano! Questo perché in Italia la legge non si applica, ma il magistrato rilascia sentenze, anche totalmente difformi e distanti, in contrasto con le........
