Dal petrolio al nucleare
La crisi di Hormuz costringe il Giappone a ripensare energia, sicurezza e ruolo globale
La chiusura dello Stretto di Hormuz provocata dall’escalation tra Iran e Stati Uniti ha avuto un effetto immediato sui mercati energetici mondiali, ma per il Giappone rappresenta qualcosa di più di una crisi temporanea. È la dimostrazione concreta di una vulnerabilità strategica che Tokyo conosce da decenni e che oggi torna al centro del dibattito politico: la dipendenza dall’energia importata e dalla sicurezza delle rotte marittime che la trasportano.
L’arcipelago giapponese è una potenza industriale priva di significative risorse energetiche domestiche. Petrolio, gas e gran parte delle materie prime necessarie al funzionamento della sua economia arrivano dall’estero. Quando una delle principali arterie energetiche del pianeta viene interrotta, il problema non riguarda soltanto il costo della benzina o delle bollette: riguarda la sicurezza nazionale.
Per questo la crisi del Golfo Persico sta producendo conseguenze che vanno ben oltre il settore energetico. Tokyo ha attivato le proprie riserve strategiche, ha rafforzato i contatti con fornitori alternativi e ha accelerato la ricerca di........
