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Le nuove mafie globali e la sfida della cooperazione

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07.04.2026

Nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia dello scorso 31 marzo, il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini ha offerto una lettura lucida e profondamente articolata delle trasformazioni che stanno attraversando il crimine organizzato a livello globale. Non si tratta più, come un tempo, di fenomeni circoscritti a specifici territori o riconducibili a modelli criminali relativamente stabili. Oggi siamo di fronte a un sistema fluido, dinamico, capace di adattarsi ai contesti, di mutare forma e di inserirsi con estrema efficacia nei meccanismi economici e istituzionali degli Stati. Il narcotraffico, in questo scenario, rappresenta la chiave di lettura privilegiata per comprendere la natura e la portata di questa evoluzione. Il magistrato ha evidenziato come la criminalità organizzata contemporanea operi ormai su scala globale, sottolineando che “le organizzazioni criminali operano in modo coordinato su scala globale, sfruttando le asimmetrie normative e le carenze istituzionali”. Non si tratta semplicemente di gruppi che agiscono oltre confine, ma di reti complesse e interconnesse che coordinano attività in più continenti, articolando le proprie operazioni in maniera sofisticata. In questo senso, le mafie moderne assomigliano sempre più a grandi organizzazioni imprenditoriali, capaci di pianificare strategie, diversificare attività e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto internazionale. È proprio questa capacità di trasformazione a renderle particolarmente insidiose, perché sfuggono alle categorie tradizionali con cui lo Stato ha imparato a contrastarle.

Il narcotraffico, in particolare, appare come il paradigma più evidente di questa nuova dimensione del crimine. Le rotte della droga non sono più semplici direttrici geografiche, ma sistemi complessi che coinvolgono una molteplicità di attori e di fasi operative. Non........

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