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Kyiv costruisce lo scudo d’Europa

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27.07.2026

Per decenni l’Europa ha discusso di autonomia strategica senza riuscire a trasformare questa formula in una reale capacità militare. Ha moltiplicato dichiarazioni, programmi comuni e vertici, continuando però a dipendere dagli Stati Uniti per alcune delle tecnologie decisive per la propria sicurezza. Ora è l’Ucraina, il Paese che avrebbe dovuto limitarsi a ricevere protezione, a indicare agli europei come difendere i propri cieli.

La nascita di una coalizione antibalistica guidata da Kyiv rappresenta qualcosa di più di un nuovo progetto industriale. È il riconoscimento di una realtà che molti governi europei hanno faticato ad accettare: l’Ucraina non è soltanto la prima linea della difesa del continente, ma è diventata anche il più avanzato laboratorio militare d’Europa.

Il progetto si chiama Freyja e nasce dalla collaborazione tra l’Ucraina e nove Paesi europei: Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito. L’obiettivo è sviluppare un sistema integrato capace di intercettare i missili balistici russi, combinando gli intercettori progettati dall’industria ucraina con radar, sistemi di comando e controllo e capacità produttive europee.

La prospettiva dichiarata è ambiziosa: raggiungere una prima capacità operativa entro dodici mesi. Un tempo che, secondo le consuetudini dell’industria europea della difesa, apparirebbe quasi irrealistico. Ma la guerra ha insegnato agli ucraini che un sistema perfetto disponibile tra dieci anni serve meno di un sistema efficace prodotto oggi in quantità sufficienti.

È proprio questa differenza culturale a rendere il progetto tanto importante. L’Ucraina progetta, sperimenta, corregge e produce sotto il fuoco nemico. Ogni errore comporta la distruzione di un’infrastruttura, la perdita di una centrale elettrica o la morte di civili.........

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