Il presidente finlandese: “Occidente diviso”
L’Occidente non è più quello di un tempo. Non si tratta di una rottura definitiva, ma di una crepa sempre più visibile che attraversa l’alleanza transatlantica. A lanciare l’allarme è il presidente finlandese Alexander Stubb, una delle voci più ascoltate nel panorama geopolitico europeo, che invita a guardare la realtà senza illusioni: “Dobbiamo affrontare il mondo per quello che è, non per quello che vorremmo che fosse”. L’immagine pubblica di Stubb – atletico, disciplinato, abituato a iniziare le giornate alle cinque del mattino tra esercizio fisico e lettura – contrasta con il tono più cupo che emerge dalle sue recenti dichiarazioni. Solo un anno fa si mostrava fiducioso sulla possibilità di una convergenza tra Stati Uniti ed Europa nella gestione del conflitto in Ucraina. Oggi, invece, il suo messaggio si riassume in quattro parole nette: “Salvage what you can”, salvare il salvabile.
Il cambiamento di prospettiva è legato soprattutto all’evoluzione della politica estera americana sotto la guida di Donald Trump. Secondo Stubb, Washington ha progressivamente abbandonato il ruolo di “egemone benevolo” che consultava gli alleati prima di intervenire nei principali scenari internazionali. “Oggi gli Stati Uniti agiscono da soli, o al massimo con Israele, senza informare gli alleati”, osserva. Un mutamento che segna una........
