Il Cremlino ha fame di uomini
Entrata ormai nel suo quinto anno, la guerra in Ucraina continua a mettere alla prova una delle convinzioni su cui il Cremlino ha costruito gran parte della propria narrativa: l’idea che la Russia disponga di risorse umane pressoché inesauribili e possa sostenere un conflitto lungo meglio dell’Ucraina e dei suoi alleati occidentali. Per anni questa percezione ha rappresentato uno dei pilastri della strategia russa. La storia, la demografia e la vastità geografica del Paese sembravano offrire a Mosca un vantaggio strutturale. La Russia è stata spesso descritta come una potenza in grado di assorbire perdite enormi senza compromettere la propria capacità di continuare a combattere. Ma le guerre moderne hanno una caratteristica che spesso sfugge alle narrazioni politiche: consumano uomini a una velocità che nemmeno i grandi Stati possono ignorare indefinitamente. Dietro i bollettini quotidiani, le mappe con linee che avanzano o arretrano di pochi chilometri e le dichiarazioni ufficiali, esiste una realtà molto più concreta: ogni metro conquistato ha un costo umano. E quando questo costo diventa troppo elevato, perfino una potenza che ambisce a presentarsi come una fortezza militare autosufficiente è costretta a cercare nuove soluzioni. Negli anni di guerra Mosca ha........
