La Repubblica giudiziaria degli ayatollah
Nel 1979, quando la rivoluzione islamica travolge l’Iran e lo Scià fugge lasciando dietro di sé un impero sbriciolato, Ruhollah Khomeini ha più di settant’anni. È un vecchio in esilio che torna a Teheran come un profeta. Ma più che un uomo è un’idea. E quell’idea è semplice: il potere deve appartenere al giurista islamico. L’ayatollah.
Non al popolo, che sbaglia. Non ai politici, che tradiscono. Non alla storia, che si muove a caso. Al giurista. All’ayatollah. A colui che sa leggere la legge di Dio come si legge una mappa del destino.
La chiamano velayat-e faqih. Governo del giurista. Un sistema in cui la guida suprema non è soltanto un capo politico, ma il custode della verità. L’unico autorizzato a interpretare la legge di Allah e a tradurla in potere terreno.
Se si guarda bene, sotto il turbante dell’ayatollah si........
