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La Repubblica giudiziaria degli ayatollah

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11.03.2026

Nel 1979, quando la rivoluzione islamica travolge l’Iran e lo Scià fugge lasciando dietro di sé un impero sbriciolato, Ruhollah Khomeini ha più di settant’anni. È un vecchio in esilio che torna a Teheran come un profeta. Ma più che un uomo è un’idea. E quell’idea è semplice: il potere deve appartenere al giurista islamico. L’ayatollah.

Non al popolo, che sbaglia. Non ai politici, che tradiscono. Non alla storia, che si muove a caso. Al giurista. All’ayatollah. A colui che sa leggere la legge di Dio come si legge una mappa del destino.

La chiamano velayat-e faqih. Governo del giurista. Un sistema in cui la guida suprema non è soltanto un capo politico, ma il custode della verità. L’unico autorizzato a interpretare la legge di Allah e a tradurla in potere terreno.

Se si guarda bene, sotto il turbante dell’ayatollah si........

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