Vox dei: la Spagna dei tori
Quale è il vero avversario politico-animalista del premier spagnolo Pedro Sánchez? Un toro: avete capito bene, quello della corrida. E sì, perché in una Spagna artificialmente woke, in cui i diritti delle donne risultano demagogicamente eccedere quelli dei maschi negletti, ex patriarchi e sempre più disoccupati nelle fasce giovanili, qualcosa sta accadendo con la scelta di radicalizzazione a destra della fascia d’età che va dai 18 ai 34 anni. Se n’è accorto, tra gli altri, il paludato e serissimo Financial Times, che dedica loro un intero editoriale, un po’ per la sorpresa di ritrovarsi tra i piedi una destra europea indigesta, un po’ per una curiosità folkloristica, in cui la politica si miscela a fatti di costume. In passato, infatti, la scelta animalista di Sánchez di boicottare la corrida è servita da coagulo e collante alla destra radicale di Vox per attirare gli elettori più anziani, desiderosi di mantenere viva una tradizione molto antica, la tauromachia, le cui origini nel caso della Spagna risalgono addirittura all’Ottocento dopo Cristo. Oggi, però la rivitalizzazione di Vox ha tutt’altre motivazioni: i giovani spagnoli, infatti, sono sempre più decisamente contrari alle politiche di Sánchez e della sinistra storica per quanto riguarda sia l’economia che l’immigrazione. E il bello è, come accade da tempo anche qui in Italia dove la sinistra “ha perso il suo soggetto” (Gianni Cuperlo dixit), che molti elettori della (ex) classe operaia guardano alla destra estrema per far valere le loro rivendicazioni. Infatti, se le giovani donne spagnole si mantengono più a sinistra dei loro coetanei maschi, questi ultimi invece preferiscono rivolgersi a destra per protesta contro il Governo Sánchez, che invece vanta da parte sua un pieno successo nella ripresa........
