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L’Occidente smarrito: un mondo di solitudini

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03.08.2026

Quando l’ombrello è rotto che cosa accade in caso di forte pioggia e se il riparo è lontano? Ci si bagna e si prega che il temporale duri poco. E questa è un po’ la sensazione che domina l’umore degli stati nazionali intermedi che stanno tra Scilla e Cariddi, oggi rappresentate da Usa e Cina. Ma se la prima è stata per 80 anni il nume tutelare di un’Europa divisa, la seconda non lo sarà mai per il Vecchio Continente, destinato per Pechino a essere un grande mercato in cui collocare la sua iperproduzione di beni, tecnologie green comprese: commercialmente, cioè, per il Celeste Impero siamo solo degli utili idioti nella corsa alla supremazia mondiale con gli Usa. La Cina dominandoci sul piano commerciale e tecnologico, intende così vendicarsi per almeno altri cento anni del suo “Secolo di umiliazioni”, periodo storico che va dal 1839 al 1949, in cui il Continente giallo degli Han venne sottomesso dalle potenze occidentali e dal Giappone. Solo i russi nei suoi confronti sono oggi messi quasi peggio di noi! Orfano dell’America, questo lato (ricchissimo) dell’Occidente continua a interrogarsi sul da farsi, per sostituire il padre che le è venuto geopoliticamente a mancare. Una soluzione pragmatica in tal senso è venuta dal premier canadese Mark Carney, che ha consigliato a tutti di unire le solitudini, in modo da formare le così dette “coalition of the willing”, con coloro che condividono anche solo in parte i nostri principi e valori. Al Forum di Davos del febbraio 2026 il Premier canadese fissò alcuni principi innovativi per risollevare l’Occidente in crisi, colto in piena dinamica divorzista con l’America di Donald Trump,........

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