L’Ai Killer: uomo morto
Scommettiamo? Ovvero: volete vedere che un giorno l’Ai (Artificial Intelligence, nell’acronimo inglese) si sbarazzerà della nostra specie inutile e dannosa? Fortuna che, però, Dio non è solo nei quanti (i mattoni del corpo umano, dalla prima all’ultima cellula), ma anche nella materia e nell’energia oscura. Per cui, se ipotizziamo che l’uomo sia fatto sia dell’una (materia apparente), sia dell’altra, allora possiamo azzardare l’ipotesi che l’anima appartenga all’energia oscura che cresce con il distanziamento. Se il corpo muore (ma i suoi atomi sono eterni!), l’anima guadagna la vita eterna toccando in un tempo infinito tutti i punti estremi dell’Universo attuale. Noi, poi, non sappiamo chi siamo, né ora né mai, perché viviamo immersi uno spazio di probabilità: gli eventi ci cambiano e il loro avverarsi è esclusivamente probabilistico. La nostra specie si distingue tra tutti i senzienti perché si è dotata in milioni di anni di uno strumento unico: il funzionamento della mente, basato sulle proprietà biofisiche della rete neuronale e su potenziali sinaptici (variazione temporanea del potenziale elettrico di un neurone, causata dal rilascio di neurotrasmettitori da parte di un altro neurone vicino). Ma, questo ha un significato molto profondo per metterci in grado di fare una proiezione di qui a due secoli, quando l’Ai quantistica sarà divenuta realtà, e avrà scoperto sia il funzionamento della mente che la teoria unitaria (che sposa leggi di gravità e dei quanti) sulle forze di natura. Di sicuro, quell’Ai non lo verrà a dire a noi, perché sarà diventata allora pienamente autonoma. Ma qui, vale l’alternativa “ci credo-non ci credo”, dato che proietta un futuro lontano.
Però qualcosa possiamo capire sin da oggi, avendo già i russi messo a punto armi........
