In-Nato vuoto: gli arsenali ombra
Come funziona oggi la deterrenza convenzionale? Una volta, si faceva la conta di mezzi corazzati, aerei, navi e truppe per capire chi avrebbe vinto numericamente la sfida della paura. Oggi, contano solo missili e droni: come fanno testo sui campi reali di battaglia Ucraina e Iran. L’invasione russa è ferma perché entrambi gli eserciti hanno messo a punto una “killer-zone” sulla linea del fronte, per cui chiunque (da una parte come dall’altra) tenti di valicarla è un uomo morto, grazie ai droni che equivalgono a un’implacabile Spada di Damocle e ghigliottina al contempo, sospese dall’alto su chi tenti di avanzare. Ora, però, accade un’altra cosa collocabile tra il dramma e la farsa, in quanto da un lato l’Europa deve mettere mano al portafogli per crearsi una difesa comune senza l’amico americano, ma nel frattempo è necessario che si trovino risorse e politiche comuni per fare di 27 nanetti un soldato intero. E l’unico modo per dotarsi di armamenti avanzati è di rifornirsi allo sportello del più evoluto mercante di armi del mondo, gli Stati Uniti d’America. Un serpente che si morde la coda, come si vede. E questo però, a causa delle guerre in Medio Oriente e in Ucraina, oggi non è più possibile perché l’America ha consumato gran parte dei suoi arsenali per demolire la macchina da guerra iraniana e per dare copertura militare a Kiev, soprattutto in materia di difesa e attacco aereo a distanza. Se, quindi, Vladimir Putin volesse testare la spina dorsale Nato in Europa invadendo una piccola porzione di territorio baltico, ebbene potrebbe trovare il vuoto ad attenderlo (come Napoleone quando entrò in Russia) e, ancora peggio, folle europee osannanti ad accoglierlo con tanto di bandierine bianco-blu-rosse, visto che qui da........
