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Il dopo Maduro: catrame e petrolio

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20.04.2026

Come sta oggi il Venezuela? Eliminato il dittatore, si può dire che il regime chavista sia finito dopo il suo allontanamento? La risposta è, ovviamente “No”, e non solo perché la sua vice Delcy Rodríguez è saldamente al comando, dato che con lei lo sono alcuni pilastri del precedente Governo, come l’attuale ministro della Difesa, il generale Vladimir Padrino López, tristemente ben noto per essere stato il sanguinario e feroce capo dei servizi di intelligence ai tempi della presidenza di Nicolás Maduro. Certo, per non dare un dispiacere a Donald Trump, oggi è possibile sfilare in piazza, al grido di “Libertà, Libertà”, in qualche distretto della periferia di Caracas a sostegno del Premio Nobel per la pace María Corina Machado. Ma resta il fatto che 480 prigionieri politici sono ancora in carcere, e dei 700 liberati in precedenza, come gesto di buona volontà, non si sa quanti davvero resteranno liberi nel prossimo futuro. Alcuni di loro, infatti, hanno testimoniato a The Economist di essere stati liberati e, poco dopo, arrestati di nuovo con un pretesto qualsiasi. Ma, il problema vero, per quel che rimane del regime e, soprattutto, per la popolazione venezuelana nel suo complesso, restano le prospettive economiche, dato che non si è ancora realizzata la promessa di Trump dell’arrivo di centinaia di miliardi di investimenti da parte delle grandi compagnie petrolifere americane. Per ora, infatti, gli investitori americani restano alla finestra, lasciando spazio alle grandi imprese latinoamericane e ad altre società minori che operano nel campo delle energie fossili, ma hanno in sospeso la firma di contratti di concessione, in attesa che vengano rimossi gli ostacoli normativi per........

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