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Condannati a essere solo Stato?

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17.09.2026

Ma possibile che in Italia anche la destra, quando arriva al governo, finisca sempre per innamorarsi dello Stato? Le parole sono sempre quelle: libertà, impresa, meno tasse, meno burocrazia, tagli, meritocrazia. Poi si governa e, appena qualcosa scricchiola, rieccoci mani e piedi a Palazzo Chigi. Serve una soluzione? Toppa pubblica, of course!

I soldi pubblici, però, non nascono per grazia di Dio. Nel 2025 la pressione fiscale italiana è stata del 43,1 per cento del Pil e la spesa delle amministrazioni pubbliche ha raggiunto il 51,1 per cento. Nel 2025 il cuneo fiscale per un lavoratore single senza figli con salario medio è arrivato al 45,8 per cento del costo del lavoro. Sono numeri dell’Ocse.

La Cgia di Mestre ha fatto un altro conto. Una famiglia tipo, due lavoratori dipendenti e un figlio a carico: 20.592 euro l’anno tra imposte e contributi. Il 95,7 per cento viene trattenuto in busta paga oppure è incorporato nei prezzi di ciò che si compra. Uno guarda il netto e cerca di farselo bastare. Quanto ha versato complessivamente, tra stipendio e acquisti, magari non l’ha mai sommato. Vorrei vedere se quei ventimila euro dovessimo versarli tutti insieme, di persona. Aprire il conto, scrivere la cifra. Ventimila e cinquecentonovantadue euro. Ci pensi un momento prima di premere “conferma”, eh?!

Uno apre una partita Iva e deve capire cosa pagare e a chi. Un professionista prende un incarico in più e fa i conti. Può anche decidere che non ne vale la pena.

La burocrazia funziona anche così. Ti fa passare la voglia.

L’Ocse, nel suo Economic Survey 2026 sull’Italia, chiede di alleggerire il peso........

© L'Opinione delle Libertà