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L’incubo nucleare saudita di Trump

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30.07.2026

L’accordo sul nucleare civile proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump con l’Arabia Saudita rischia di trasformarsi in uno degli errori strategici più pericolosi della politica mediorientale americana degli ultimi decenni. Sebbene i suoi sostenitori lo presentino come una partnership energetica pacifica, destinata a rafforzare i rapporti con un alleato arabo di rilievo, le conseguenze a lungo termine potrebbero rivelarsi devastanti. L’intesa rischia di mettere in discussione decenni di politica americana in materia di non proliferazione, di innescare una corsa agli armamenti nella regione, di rafforzare gli avversari degli Usa e di creare rischi per la sicurezza che le future generazioni potrebbero non riuscire a scongiurare.

Il Congresso e l’opinione pubblica americana dovrebbero respingere l’accordo prima che possa creare un precedente in grado di compromettere gli sforzi globali volti a impedire la proliferazione delle armi nucleari.

L’aspetto più controverso dell’accordo proposto riguarda il fatto che, stando a quanto emerso, esso consentirebbe all’Arabia Saudita di sviluppare capacità autonome di arricchimento dell’uranio, nell’ambito di un sistema di garanzie che non raggiungerebbe gli standard di controllo estremamente rigorosi finora richiesti da Washington. Sebbene l’uranio a basso arricchimento venga impiegato come combustibile per i reattori nucleari civili, la stessa tecnologia può, in una fase successiva, essere utilizzata per produrre uranio altamente arricchito, idoneo alla realizzazione di armi nucleari.

La minaccia non è puramente teorica.

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman aveva reso le proprie intenzioni estremamente chiare già diversi anni fa. “L’Arabia Saudita non intende dotarsi di una bomba nucleare”, affermò nel 2018. “Ma non vi è alcun dubbio: se l’Iran dovesse riuscire a sviluppare un’arma nucleare, l’Arabia Saudita seguirà la stessa strada nel più breve tempo possibile”.

Queste parole avrebbero dovuto porre fine a qualsiasi discussione sulla possibilità di consentire l’arricchimento dell’uranio sul territorio saudita. Esse rivelano infatti che Riad non considera le capacità nucleari civili esclusivamente come uno strumento per la produzione energetica, ma anche come una potenziale leva strategica di deterrenza nei confronti dell’Iran.

I fautori dell’accordo sostengono che l’Arabia Saudita continua ad essere un alleato strategico degli Stati Uniti e che l’intesa prevede adeguate garanzie di sicurezza. La storia, tuttavia, suggerisce prudenza: i governi cambiano, i regimi cadono, le alleanze si incrinano e un Paese che oggi è........

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