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Come Hamas controlla la narrazione da Gaza

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21.10.2026

Da più di vent’anni, la comunità internazionale si sente ripetere che i giornalisti palestinesi nella Striscia di Gaza offrono al mondo un resoconto senza filtri di ciò che accade sul posto.

Una recente intervista al giornalista e fotografo palestinese Motaz Azaiza dovrebbe spingere a ricredersi chiunque abbia accettato questa tesi senza metterla in discussione.

Azaiza è tutt’altro che una figura di secondo piano. Le sue immagini da Gaza hanno raggiunto milioni di persone in tutto il mondo. È stato inserito da Time tra le “100 persone più influenti” del 2024, ha ricevuto premi internazionali ed è diventato una delle voci palestinesi più riconoscibili nel documentare la guerra a Gaza.

È proprio per questo che le sue recenti rivelazioni sono così importanti.

Azaiza ha raccontato in dettaglio come lavoravano i giornalisti sotto il governo di Hamas. Ha descritto un contesto in cui essi erano sottoposti a pressioni per non criticare Hamas e, in alcuni casi, per interrompere le riprese quando i palestinesi esprimevano rabbia nei confronti del gruppo terroristico.

Non si tratta di accuse mosse da un esponente del governo israeliano o da un’organizzazione filoisraeliana. Sono dichiarazioni di un giornalista palestinese diventato famoso a livello internazionale per aver documentato la guerra.

Azaiza ha rivelato l’esistenza di un gruppo WhatsApp chiamato “Smart”, gestito da un responsabile dei media legato ad Hamas e collegato al valico di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Strutture di questo tipo contribuiscono a fare in modo che i contenuti condivisi tra i giornalisti siano conformi alla linea comunicativa approvata prima di essere diffusi a un pubblico più ampio.

Ancora più rivelatore è il racconto di Azaiza su ciò che accadeva quando a criticare Hamas erano gli stessi palestinesi. In una scena descritta dal fotoreporter palestinese, alcune persone appena scese da un’ambulanza gridavano contro l’organizzazione terroristica, dicendo: “Che Dio si vendichi di Hamas”. A quel punto, alcuni presenti o membri del gruppo lo hanno costretto a spegnere la telecamera.

Che cosa emerge da tutto questo?

Quando i palestinesi puntavano il dito contro Israele, le telecamere restavano accese. Quando invece accusavano Hamas, venivano spente.

Azaiza ha affermato che Hamas impone una narrazione selettiva: rivendica vittorie e responsabilità per le azioni militari, mentre respinge le accuse interne e minimizza le........

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