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I “commissari woke della Stasi” dell’Ue

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29.01.2026

Gli europei trasformati in cittadini di “seconda classe”

Francia, 15 dicembre. Due uomini, Jacques Baud e Xavier Moreau,  che avevano espresso commenti online sulla guerra in Ucraina, hanno scoperto di essere tra le 12 persone sanzionate dall’Unione europea con l’accusa di diffondere propaganda a favore del governo russo. Alcune delle 12 persone sono propagandiste, ma non loro. Finora non ci sono prove che abbiano legami con Mosca o con le agenzie di intelligence russe. Baud, il quale vive in Belgio, è un ex colonnello dell’esercito svizzero ed ex membro del Servizio di intelligence Strategico svizzero. Ha pubblicato diversi libri sulla guerra in Ucraina e sembra attingere a varie fonti, la maggior parte delle quali non sono russe. È ospite di programmi radiofonici in Francia, Belgio e Svizzera. Moreau, ex capitano dell’esercito francese, vive in Russia, dove ha creato una società di consulenza, la Sokol Holding, per diverse ambasciate, e Stratpol, un sito web di analisi geopolitica. Dall’inizio della guerra in Ucraina, ha utilizzato molte fonti, alcune russe, ma la maggior parte no.

Le sanzioni dell’Ue hanno avuto conseguenze grottesche per i due uomini. I loro conti bancari sono stati congelati. Non possono utilizzare le carte di credito. Non hanno il diritto di entrare nei Paesi dell’Unione europea. Baud sta sopravvivendo grazie alle provviste conservate nella sua casa in Belgio. Gli è stato anche negato il diritto di intervenire nei programmi radio-televisivi. Secondo un report, “gli è stata revocata la possibilità di viaggiare all’interno dell’Unione europea. Non può nemmeno tornare nel suo Paese”. Gli avvocati stanno cercando di aiutarlo a ottenere l’autorizzazione a tornare in Svizzera”. Xavier Moreau, è proprietario di un appartamento a Parigi. Non riesce nemmeno a pagare le imposte sulla proprietà in Francia. I legali stanno cercando di aiutarlo a trovare un modo per saldare quanto il governo francese sostiene che gli deve. Il governo francese, che ha sanzionato entrambi gli uomini senza fornire alcuna prova della loro colpevolezza né garantire loro un processo equo, ha chiesto che le sanzioni vengano estese a tutti i Paesi membri dell’Ue. Il governo francese e l’Unione europea non hanno nemmeno inviato loro una lettera per informarli delle sanzioni a loro carico, né tantomeno hanno dato loro la possibilità di difendersi o provare la loro innocenza in tribunale. Le decisioni prese nei loro confronti appaiono arbitrarie e autoritarie.

Anche se si può non essere d’accordo con ciò che i due uomini hanno detto e scritto, la libertà di espressione è, o dovrebbe essere, uno dei principi fondamentali di una società democratica, come la Francia e l’Ue pretendono di essere. I disaccordi politici non dovrebbero portare a infliggere sanzioni. Sarebbe un errore pensare che le sanzioni emesse contro questi uomini siano un errore o solo una semplice e deplorevole svista. Fanno parte di una tendenza. Il governo francese sta prendendo decisioni sempre più autoritarie che violano la libertà di espressione. Un’istituzione ufficiale francese, Arcom, incaricata di controllare ciò che viene detto dalle emittenti radio-televisive francesi, ha potere di vita e di morte su di esse. Nel febbraio 2025, Arcom ha deciso di  chiudere il canale tv francese C8. Arcom ha affermato che l’emittente televisiva non rispettava i propri obblighi di “servizio pubblico”. Il conduttore del principale talk show di C8, Ciryl Hanouna, ha spesso criticato il presidente francese Emmanuel Macron e ha invitato opinionisti che non vengono mai invitati in altri talk show, come i membri della cosiddetta “protesta dei Gilet gialli” o medici che non condividevano le decisioni prese da Macron durante l’emergenza Covid-19.

Macron avrebbe chiesto ai membri........

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