Sono stato molto più di un bambino nel bosco
Mi chiamo Giancarlo Lehner. Sono nato il 6 dicembre 1943, a Roma città aperta occupata dai nazisti. Avevo appena 3 giorni quando, nel pianterreno di via Principe Amedeo 2, due proiettili mi sfiorarono la testa, bruciandomi il ciuffetto biondo. Non so se fosse piombo di partigiani o di tedeschi, certo è che fu il preludio di un’infanzia difficile. La guerra, gli stenti, il babbo ebreo non religioso, ergo non supportato, il fratellino morto di fame – il latte di mamma s’era ridotto ad acqua – concorsero nel rendere infernali i miei primi anni. Babbo era assente, costretto al lavoro doppio e triplo, per sfamare la famiglia e raccapezzare qualcosa al mercato nero, dove trovò la penicillina che, insieme al giovane dottor Muscardin, mi salvarono la vita, quando avevo 3 anni. Mamma, bellissima, fisico da star, bionda, occhi verde smeraldo, ma disallineata dalla povertà, afflitta dalla beffarda asimmetria tra bellezza e miseria, precipitò nella psicosi. Nonostante il mio cognome, il maestro nostalgico seppe coniugare le battutacce con generosi apprezzamenti per le capacità intellettive. Infine, mi elesse........
