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Qualche verità non conformi, ritornando sani e salvi dall’Ucraina

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30.06.2026

A voler pensar male si potrebbe supporre che sussistano lugubri echi lontani per spiegare l’accanimento terapeutico dell’Europa a trazione franco-germanica nei confronti di Volodymyr Zelensky, quasi un ritorno di fetore da Heinrich Himmler e Philippe Petain. Volodymyr Zelensky, infatti, si sta inventando di tutto e quasi sempre di peggio, sino a raschiare il fondo, peraltro nauseabondo, del barile patriottardo. Sono diretto testimone delle falsificazioni su Kiev targate Ue. In Ucraina l’atmosfera e gli umori non sono quelli enfatizzati dai magniloquenti a matula e inesistenti “volenterosi”, nonché dalla disinformazione militante europea. Girovagando per le strade della martoriata Ucraina, non si ode “O Kiev o morte”, bensì un mormorio sommesso, spesso con fonemi russi, o sussurri fatalistici in attesa di una trattativa, quale che sia, in grado di assicurare sicurezza, pane e lardo e pace. In genere, non si incontrano nemmeno i mitici 300 spartani di Leonida pronti a morire piuttosto che arrendersi e tantomeno gli arditi che, al grido “A noi!”, corrano spediti all’assalto con la presuntuosa mira di spezzare le reni alla Federazione russa.

Al contrario, sale la consapevolezza che la guerra infinita sia parte di un programma perseguito al di fuori dell’Ucraina, problema o affare non più nazionale, ma internazionale. Fra l’altro, il costo di 52 mesi di guerra e dei circa 500mila morti di certo ha rimpinguato i profitti di alcuni. Di contro, è stato sin qui amaramente pagato dalla folla dei signori Nessuno, prezzo giammai a carico della........

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