L’immigrato delinquente, meglio di Lenin, ci detta il "Che fare?”
Sua maestà il Sultano del paradosso impone di rendere omaggio al pericoloso delinquente islamico di nome Mohammed Saidi. La sua vicenda è, infatti, eloquente, emblematica, ben oltre la didattica e la pedagogia. Il magistrale Saidi docet. L’algerino viene fermato dalla polizia per tentato furto aggravato e danneggiamenti, quindi giudicato per direttissima, sanzionato soltanto col divieto di dimora a Milano, immediatamente rimesso in libertà. Passa una manciata di ore. Il tempo di sgranchirsi le gambe e Mohammed, neppure spettinato dal giudice, si sente autorizzato alla qualunque. Perciò, aggredisce una ragazza marocchina appena intravista. Prima a parole, indi, da autentico misogino assassino la prende a cazzotti e, infine, le sfregia a coltellate labbra e gota, con danni permanenti per la povera vittima. Viene di nuovo arrestato.
Quanti minuti passeranno prima che Mohammed possa tornare a piede libero e commettere altri crimini cruenti? Eppure, il cittadino algerino va ringraziato, perché ha ribadito alcune storture da correggere hic et nunc da parte dell’Esecutivo e del Parlamento. Intanto, il Legislatore dovrebbe eliminare tutte quelle leggi buoniste che garantiscono ai migranti, ai clandestini, agli spacciatori, ai micro e macrocriminali........
