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L’immigrato delinquente, meglio di Lenin, ci detta il "Che fare?”

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13.07.2026

Sua maestà il Sultano del paradosso impone di rendere omaggio al pericoloso delinquente islamico di nome Mohammed Saidi. La sua vicenda è, infatti, eloquente, emblematica, ben oltre la didattica e la pedagogia. Il magistrale Saidi docet. L’algerino viene fermato dalla polizia per tentato furto aggravato e danneggiamenti, quindi giudicato per direttissima, sanzionato soltanto col divieto di dimora a Milano, immediatamente rimesso in libertà. Passa una manciata di ore. Il tempo di sgranchirsi le gambe e Mohammed, neppure spettinato dal giudice, si sente autorizzato alla qualunque. Perciò, aggredisce una ragazza marocchina appena intravista. Prima a parole, indi, da autentico misogino assassino la prende a cazzotti e, infine, le sfregia a coltellate labbra e gota, con danni permanenti per la povera vittima. Viene di nuovo arrestato.

Quanti minuti passeranno prima che Mohammed possa tornare a piede libero e commettere altri crimini cruenti? Eppure, il cittadino algerino va ringraziato, perché ha ribadito alcune storture da correggere hic et nunc da parte dell’Esecutivo e del Parlamento. Intanto, il Legislatore dovrebbe eliminare tutte quelle leggi buoniste che garantiscono ai migranti, ai clandestini, agli spacciatori, ai micro e macrocriminali........

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