In ricordo del grande Bettino
Sassolini di Lehner
Il 19 gennaio 2000, Bettino Craxi ci lasciò. Politicanti, giornalisti, fasciocomunisti con o senza toga, concorsero nell’omicidio, prima politico-giudiziario, infine fisico. Non mi soffermerò sui meriti dello statista e non spenderò alcun elogio sul patriota di Sigonella – Bettino, prendendosi del fascista, fu l’unico a chiamare l’Italia non Paese, bensì Patria – Ai manipulitisti pentiti, ai Paolo Mieli rinsaviti dalla sbornia forcaiola, ai Giuliano Amato, ai Claudio Martelli e ai troppi socialisti che lo tradirono lascio il compito di magnificare in ritardo il leader e il capo di Stato. A me basta raccontare una vicenda di vita vissuta accanto a lui.
A pochi chilometri da Hammamet, vicino alla battigia si trova un bunker, già batteria costiera nazista, dove viveva un povero pescatore con una nidiata di figli, moglie, genitori, suoceri. Difficile capire come entrassero dentro quella grotta di cemento armato, sfidando il cartesiano rapporto “metri quadri-corpi umani”. Bettino era solito, per dare una mano a quella famiglia, chiedermi di guidare fin là,........
