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La nuova ossessione di Schlein: il “neoliberismo”

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Cosa sia il neoliberismo in Italia ce lo dovrebbero spiegare. Magari dovrebbero farlo dal Nazareno, dalla sede nazionale del fu “Partito delle banche”. Noialtri, liberisti, sappiamo di esserlo. Sappiamo che significa teoricamente, sappiamo cosa vorremmo praticamente nei meandri dei nostri desiderata. Ma nel concreto, nella Repubblica sovietica italiana, cosa dovrebbe essere il neoliberismo, questo sconosciuto di cui bofonchia Schlein?

Lei non ha dubbi e dal palco della Festa dell’Unità di Reggio Emilia, constata l’inconsistenza propagandistica della solita solfa ribollita del “fascismo”, si scaglia contro questo nuovo temibile nemico: il cattivo e fallimentare neoliberismo che, testualmente, “ha fallito e ha mostrato la sua insostenibilità dal punto di vista economico, sociale, ambientale”. Un tenore argomentativo che mi rimanda alle occupazioni liceali, quando qualche fricchettone se ne riempiva la bocca per far la figura del finto rivoluzionario e – puntualmente – dopo la maturità si riscopriva cultore del mercato dello svapo elettronico, in abito e scarpa lucida al rientro dalle vacanze bene, alle reunion aziendali dove l’ego eclissa la coscienza di classe marxista che nel sistema collettivista spostava l’attenzione dall’io al noi.

Una retorica degenerata che in Italia è caccia al fantasma, in assoluto è la crocifissione di Gesù al posto di Barabba. Probabilmente non sa di cosa parla, la Schlein: si sente messa alle........

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