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Con Ranucci va in scena il cortocircuito della doppia morale

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03.09.2026

Tutta la storia dell’attentato-farsa inscenato da Valter Lavitola ai danni di Sigfrido Ranucci ha fatto emergere una serie di vicende, questioni e dichiarazioni che scalfiscono irrimediabilmente l’immagine che l’ex conduttore di Report si era costruito negli anni. Uno dei temi caldi di cui si discute da settimane riguarda le sue frequentazioni con colleghe e sottoposte, e di quanto queste relazioni siano state opportune sul piano deontologico.

Nella ricostruzione lucida del personaggio dell’estate, sotto la lente di ingrandimento è inevitabilmente finito il suo libro autobiografico pubblicato nel 2024, La scelta. Visti i contenuti, probabilmente “I bollenti spiriti di Sigfrido” sarebbe stato titolo più adatto: Ranucci – sposato, con tre figli – racconta le sue relazioni extra coniugali con tre donne e i rapporti sentimentali nati nell’ambito della sua attività professionale: con “Karoline”, la stagista svizzera di Report “che in pochi minuti raggiunge l’orgasmo”, quello più controverso – anche per il livello di dettaglio con cui Ranucci descrive i loro rapporti sessuali ma soprattutto per l’autoindulgenza con cui racconta una relazione che abita nel contesto professionale di una evidente asimmetria di potere; quello con “Emilia”, una docente che si era offerta alla redazione come fonte per un’inchiesta su una truffa ai danni del sistema scolastico; e quello con “Lavinia”, responsabile della comunicazione di un industriale italiano che voleva fargli intervistare il suo capo.

Ranucci scrive che le storie con due di loro, “Karoline” ed “Emilia”, si sovrapposero per un certo periodo: tant’è che quando nel dicembre 2014 “Karoline” lo raggiunse a Roma e vide un messaggio romantico di un’altra donna – “Emilia”, per l’appunto – sconvolta dalla scoperta, uscì di casa, venne investita da un Suv e morì sul colpo. Quando nel 2024 Alessandro Masala chiese a Ranucci come mai avesse comunque deciso di raccontare........

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