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Morto un Ayatollah se ne fa un altro

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02.03.2026

Alea iacta est, morto un Ayatollah se ne fa un altro e con la scomparsa di Ali Khamenei, la Repubblica Islamica perde non soltanto la sua Guida Suprema, ma soprattutto il perno di un sistema di potere rimasto sostanzialmente immutato dal 1989.

La morte, confermata ufficialmente il 1° marzo dalla televisione di Stato, chiude l’era del leader più longevo al mondo ancora in carica e apre una fase di transizione che rischia di essere la più delicata dalla rivoluzione del 1979.

Nel giro di poche ore, l’establishment ha reagito secondo copione, designando l’Ayatollah Alireza Arafi come membro del vertice ad interim incaricato di esercitare le funzioni della Guida Suprema.

Una successione rapida, quasi automatica, che tuttavia non deve ingannare, perché sotto la superficie dell’ordine costituzionale si agitano fratture profonde, interne ed esterne, che mettono in discussione la tenuta stessa del Nizam.Sarebbe ingenuo pensare che la morte di Khamenei abbia colto impreparati i vertici della Repubblica Islamica, in quanto, a causa dell’età avanzata della Guida Suprema e una salute compromessa da anni, la questione della successione era un dossier aperto da tempo.

Inoltre, fatto alquanto rilevante, il sistema politico iraniano è stato concepito per sopravvivere agli uomini, persino al........

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