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Taccuino Liberale. Siamo tubi o leader?

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08.05.2026

In questi giorni, soprattutto sui social si sono potuti leggere post e commenti anche contro lo scomparso Alex Zanardi. Povera gente, anzi gente povera, in quanto priva di spirito di carità, commiserazione e compassione per una persona defunta che quindi non può difendersi o controbattere. Ed infatti questi leoni dietro le loro tastierine di pc magari scalcagnati, nelle loro semi buie stanze da cui pontificano, sentenziano, privi di quel confronto dialettico ˗ che tra l’altro distingue l’uomo dalla bestia ˗ mai quando era in vita hanno osato scrivere contro l’ex campione di F1 e paraolimpico quello che ora che Zanardi non c’è più gli contestano. Ora che non può replicare. Perché lui avrebbe replicato, avrebbe spiegato, e soprattutto avrebbe dimostrato che avevano torto, magari con una battuta, ma glielo avrebbe detto in faccia, non a cadavere ancora caldo.

Zanardi non è stato quello che è stato, non ha rappresentato quello che ha rappresentato per quello che ha fatto per sé o per le medaglie olimpiche vinte, ma per quello che ha significato per gli altri; il suo esempio non è grande per i risultati ottenuti, per le cose fatte, ma per l’ispirazione che in ogni circostanza della sua vita ha dato prima a se stesso e poi agli altri. 

Quanti nella propria vita hanno applicato la sua visione di vita, espressa all’indomani del terribile incidente in F1? Quando si chiese cosa gli era rimasto e cosa ci poteva fare con quello che gli era rimasto, e non si chiese mai cosa avesse perso, cosa non avesse più. Chi non ha mai usato il suo “metodo”, quello dei 5 secondi in più per farsi coraggio, per affrontare quell’ultimo sforzo necessario per fare quello che serviva fare per raggiungere un obiettivo importante?

Un leader è tale quando quello che fa è di........

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