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Taccuino Liberale. Buon compleanno Repubblica

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29.05.2026

Martedì prossimo, 2 giugno la Repubblica italiana compirà 80 anni. 

Una veneranda età per una signora che è nata sulle ceneri di una guerra mondiale e di un regime totalitario ultraventennale (in una Europa che era stata devastata anch’essa dalla presenza di regimi totalitari e che sarebbe stata destinata anch’essa a rimanere intrappolata a lungo in tali sistemi non democratici). 

Dunque, la nostra signora nasce sulle macerie (fisiche e morali della guerra e della fine del regime totalitario fascista) e sin dalla nascita è minacciata dall’eventuale avvento del regime sovietico, al quale gli alleati ˗ che ci hanno salvato ˗ e la Chiesa non vogliono consegnarci e faranno di tutto per tenere il regime comunista fuori dai confini. 

Nel momento in cui deve darsi un assetto di regole fondamentali per la convivenza comune (sociale e democratica per usare un linguaggio tanto caro alla sinistra post comunista odierna), e quindi scrivere una Costituzione che eviti il ritorno del totalitarismo (sia di destra che di sinistra), parlando un po’ latino ed un po’ russo, per dirla con le parole di Polito apprese dalle colonne del Corriere, mette insieme una serie di statuizioni che rispecchiano molto queste due correnti preminenti di pensiero politico, e solo minimamente rispecchia quella corrente liberale, che invece caratterizzava altre Costituzioni e che tanto sarebbe stato importante avesse caratterizzato anche la nostra.

Se dunque “lunga vita alla Repubblica” è doveroso augurare a questa Signora un po’ âgée e un po’ ammaccata ma piena di buone speranze, altrettanto doveroso sarebbe necessario auspicare un “tagliando”, una manutenzione straordinaria della carta costituzionale che si è data 78 anni fa, perché un lifting non si nega a nessuno, tanto meno ad un sistema di regole nato sulla base di una contingenza ormai superata e anzi minacciata da nuove contingenze, verso le quali sarebbe utile e necessario acquisire anticorpi forti che oggi non ha.

Il sempre valido discorso di Marchionne, secondo il quale questo è il paese dei diritti, se però ci sono sempre e solo diritti di diritti poi si muore (opinione peraltro condivisa........

© L'Opinione delle Libertà