Taccuino Liberale. Adam Smith, Margaret Thatcher e Giorgia Meloni
Come ha anticipato la scorsa settimana il Taccuino, oggi pomeriggio e domani, a Roma, presso la sala Luigi Einaudi di Confedilizia, si svolgerà una kermesse liberale di cui c'è un grande bisogno, dato l’asfittico panorama politico, economico e sociale nel quale viviamo.
Il programma di sabato pomeriggio sarà aperto da un dibattito sulla “figlia del droghiere” e la nostra underdog prime minister, made in Garbatella. Può l’ideale della Lady di ferro essere utile e d’ispirazione all’attuale premier italiano?
Margaret Thatcher aveva ben in mente cosa aveva scritto Adam Smith nel suo secondo ed ultimo libro, edito nel 1776, sulla ricchezza delle nazioni (e non dello Stato, non a caso), e le era ben chiaro che i soldi pubblici non esistono e che per far prosperare le nazioni si dovesse dare l’opportunità di sperimentare, di creare e commerciare, al fine di creare benessere. La Thatcher sapeva di avere l’onere di traghettare un ex impero, una nazione impoverita e sull’orlo del baratro, e di portarla verso la modernità, farla emergere dalla propria crisi imperiale e renderla una nazione moderna e prospera. Vi riuscì grazie anche alle idee che già Adam Smith aveva individuato, nel 1776, quando pubblicò il suo libro (di cui ricorrono in questi giorni i 250 anni dalla prima........
