La storia inciampa ancora sulla banalità del male
In Europa ci sono circa 100-126.000 pietre d’inciampo (Stolpersteine). Di queste 90.000 sono nella sola Germania, in Italia se ne contano 3567, disseminate in 447 comuni, con Roma che ha il maggior numero (479-482) seguita da Milano (264).
Sono dei piccoli blocchi di pietra ricoperti da una targa d’ottone delle dimensioni di un sanpietrino, su cui è inciso il nome della persona deportata, la data di nascita, il campo di concentramento di destinazione e la data di morte, quando conosciuta. Sono poste nel selciato o sul marciapiede, esattamente davanti all’ultima porta di casa della vittima del nazifascismo, e riguardano nella maggior parte dei casi ebrei deportati nei campi di concentramento (sebbene siano dedicate anche ad oppositori politici, Rom, Sinti e militari).
Il progetto è stato creato dall’artista tedesco Gunter Demnig negli anni ‘90 per creare un grande monumento diffuso in tutta Europa. Le pietre d’inciampo non possono essere rimosse liberamente dai cittadini, poiché sono monumenti memoriali protetti autorizzati dai Comuni e dai Municipi a seguito di richieste ufficiali di installazione.
Così, leggere la notizia sul consiglio comunale di Heidenau (Sassonia), che ha votato a maggioranza una mozione presentata dai partiti di destra AfD, dai conservatori della CDU e da una lista civica indipendente, con la quale è stata vietata la posa di nuove pietre d'inciampo (Stolpersteine) sui marciapiedi e sulle strade pubbliche della città, e previsto invece di canalizzare la........
