L’oro nero: l’argine italiano
Il Governo Meloni è intervenuto a gamba tesa sulla spirale dell’aumento dei prezzi del carburante. Ha fatto la cosa giusta, perché la lievitazione del costo della materia prima energetica, a seguito degli eventi bellici che stanno infiammando l’area del Golfo Persico, non è più una sgradevole percezione ma comincia a essere un’evidente realtà.
Il provvedimento licenziato nella serata dell’altro ieri ha mostrato anche plasticamente il suo carattere di estrema urgenza visto il luogo della sua emanazione che non è stato, come sarebbe stato normale pensare, Roma – sede del Capo dello Stato e del Governo – ma Salamanca, Spagna, che è dove si trovava occasionalmente il presidente Sergio Mattarella per ricevere dalla locale università una laurea honoris causa.
Una nota di colore per rappresentare il tenore del dialogo svoltosi tra Giorgia Meloni e l’inquilino del Quirinale, che noi possiamo immaginare sia stato del tipo: “Presidente, occorre adesso una sua firma per consentire l’immediata pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale. La prego, firmi altrimenti qui casca tutto”. Se è così che sono andate le cose chiediamoci il perché di una tale improvvisa accelerazione del Governo nel mettere mano al taglio delle accise.
La guerra contro l’Iran è cominciata da tre settimane e da subito la bolla speculativa sui prezzi del petrolio e del gas si è messa in azione. Eppure, fino a qualche giorno fa da Palazzo Chigi erano giunte rassicurazioni sul fatto che l’impennata del prezzo dell’oro nero sembrava essere sotto controllo, molto più di quanto lo fosse stato al momento dello scoppio della guerra russo-ucraina del 2022 e nei mesi che seguirono. Il 28 febbraio del 2022 il prezzo del petrolio (Brent) aveva toccato il picco di 125,289 dollari al barile mentre nelle contrattazioni del 18 marzo scorso, cioè ieri l’altro, i futures del petrolio Brent hanno chiuso a 102,19 dollari al barile.
Riguardo invece alla voce di costo del gas, il prezzo al metro cubo stabilito ieri, 19 marzo 2026, da ARERA è pari a 0,376788 €/Smc (standard metro cubo), mentre nel periodo critico dell’estate del 2022 il valore medio all’ingrosso (PSV)........
