Siena, l’assoluzione e quel peso che resta sulle donne
Due schermidori assolti “perché il fatto non sussiste” nel caso della giovane atleta uzbeka. La sentenza chiude il processo, ma riapre una questione più profonda: il peso sociale e culturale che continua a gravare sulle donne che denunciano violenze, nonostante leggi più severe e nuove tutele.
A Siena si è chiuso un processo con una sentenza chiara: i due giovani schermidori italiani imputati per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una schermitrice della nazionale Uzbeka di origine messicana, allora minorenne, sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”. È una formula piena, che nel diritto italiano non lascia spazio a interpretazioni: la presunzione d’innocenza va rispettata integralmente. Ma fuori dall’aula giudiziaria, questa vicenda non si chiude affatto.
Perché il caso di Siena non è soltanto una storia processuale. È uno specchio ancora una volta acceso sulla condizione delle donne in Italia quando denunciano una presunta violenza sessuale. E su quanto, ancora oggi, il costo........
