La sinistra e lo spettacolo dell’assurdo
Controlli di routine per Ilaria Salis, ma per Bonelli e Fratoianni è la fine della democrazia
Allora, mettiamola così: Ilaria Salis viene controllata in un hotel a Roma. Gli agenti bussano, chiedono i documenti, verificano l’identità, fanno qualche domanda e dopo circa un’ora se ne vanno. Fine. Niente porte sfondate, niente telefoni sequestrati, nessuna sceneggiatura da thriller distopico. Solo un controllo di routine. Fastidioso? Forse. Rivoluzionario? Assolutamente no.
La Questura di Roma lo spiega con la monotonia di chi sa di stare facendo solo il proprio lavoro: segnalazione nel Sistema d’informazione Schengen. Tradotto: quando c’è una segnalazione attiva, le forze dell’ordine devono verificare. Non è un’opinione, non è politica creativa. È obbligo.
Il famoso SIS funziona così: identificazione, verifica dei documenti, eventuali accertamenti, tempo tecnico necessario........
