Essere liberi significa anche dire “no” al pensiero dominante
Il caso di Sophie Cunningham e la domanda che il nostro tempo non vuole più ascoltare: siamo davvero liberi di pensarla diversamente? C’è qualcosa di profondamente significativo nella vicenda di Sophie Cunningham, la cestista statunitense diventata negli ultimi mesi un simbolo molto più grande del semplice campo da basket.
Al di là delle simpatie personali e delle appartenenze politiche, ciò che colpisce è un elemento che dovrebbe interessare chiunque abbia a cuore una società libera: la possibilità di non adeguarsi al pensiero dominante.
Cunningham rivendica pubblicamente la propria identità, la propria fede cristiana, le proprie convinzioni e, soprattutto, il diritto di esprimerle senza chiedere il permesso a nessuno. È proprio questo il punto che merita una riflessione più ampia.
Per troppo tempo abbiamo confuso il rispetto con l’obbligo di pensarla allo stesso modo.
Una democrazia sana non dovrebbe avere bisogno........
