La mente profetica di Nietzsche
Friedrich Hebel affermava che “al topo intrappolato non restava che mangiare il formaggio”. A me, intrappolato in clinica, non resta che leggere e scrivere. Scopro che sui social esistono delle rubriche dedicate a noti personaggi: gli amici di Bach, gli amici di Beethoven e tantissimi, tra i quali gli amici di Nietzsche. Di Friedrich Nietzsche ho scritto la più estesa biografia pubblicata in Italia: Ho ucciso Dio. Nietzsche (1985, Dino Editore), una magnifica pubblicazione estetica ancona in vendita. In questo social dedicato a Nietzsche, qualche associato pubblica anche giudizi di personalità riguardanti Nietzsche, tra le quali Martin Heidegger.
Se ben capisco, Heidegger apprezza in Nietzsche l’aver mantenuto ferma la custodia dell’Essere, mentre l’umanità andava nella dispersione generica. Evidentemente, che cosa sia “essere” lo potrebbe spiegare soltanto Heidegger. Non esiste l’essere, esistono gli esseri. E Nietzsche non fu mai custode dell’essere, fu custode degli esseri. Non dell’essere, che del resto, torno a dire, non ha la minima decifrazione. L’essere è una costruzione concettuale, non reale, oltre a costituire una metafisica illusoria. Ma vorrei chiarire che Nietzsche ha delle assurdità affascinanti, ma che restano........
