Al di là del bene e del male?
Quando gli illuministi resero Dio un legislatore di leggi naturali da osservare, perché fondate dalla ragione, spostarono la presenza dell’immortalità dal cielo alla Terra. Sarebbe stato il progresso lo scopo dell’umanità. La nuova immortalità, un progresso eterno. Irrisero chi sognava un mondo oltre il mondo. Esisteva soltanto questo mondo che buone leggi, ragione e scienza avrebbero portato a un progresso continuo. La nuova eternità: il progresso. E resero l’uomo totalmente naturale, addirittura totalmente storico. Ma poiché il progresso è mutamento, taluni concepirono non soltanto la classe borghese come motore del progresso, ma il progresso essendo progresso avrebbe dato modo ad altre strutture sociali e ad altre classi sociali di procedere nel progresso. Abbiamo l’incontro e lo scontro tra la borghesia e il proletariato. Il secolo XIX, i secoli XX e XXI sono coronati, diciamo, da questa situazione. Nessuno nega il divenire, nessuno nega che il divenire sia progressista, dubbio se la borghesia manterrà il dominio, dubbio sul proletariato. Queste le due forme avversative, quella borghese e quella marxista o socialista. Entrambe storiche, mondane. Ma la realtà è più animata. Vi è chi nega il mondo sia la sede unica dell’uomo.
L’uomo vive nel mistero dell’esistenza e non della storia. La storia sarebbe poca cosa rispetto al mistero dell’esistenza, quindi la religione può essere la religione che vede la condizione umana, la definisce nell’ambito della totalità cosmica misteriosa ed eterna. L’uomo storico è limitatissimo con riguardo a questa visione cosmica, che alcuni ritengono propria delle religioni. È un punto di valutazione che non avrà seguito nella modernità, a........
