Il silenzio del “freddo” si rompe: fango, servizi e il tardo pentimento di un mostro
A trent’anni di distanza, il male non smette di gemere, ma questa volta lo fa con la voce atona di chi ha il sangue ghiacciato nelle vene. Roberto Savi, il leader della banda della Uno Bianca, è tornato a parlare nel salotto di Francesca Fagnani a Belve.E quello che ha sputato fuori non è una richiesta di perdono, ma un atto d’accusa che scuote le fondamenta della narrazione ufficiale su uno dei periodi più bui della cronaca nera italiana.LE RIVELAZIONI: PEZZI DI STATO DIETRO IL GRILLETTO?Le parole di Savi sono lame arrugginite che riaprono ferite mai rimarginate.Secondo “Il freddo”, la Uno Bianca non era solo una banda di poliziotti deviati dediti alle rapine e al sangue fine a se stesso.La dichiarazione che sta facendo tremare i palazzi del potere è una sola: “I servizi segreti ci chiesero di uccidere”.Ecco i punti cardine di questo nuovo, inquietante scenario.Contatti istituzionali: Savi sostiene che emissari dei servizi segreti avessero avvicinato la........
