Il prezzo della dignità: Meloni alla prova di Trump
Il recente e inedito scontro verbale tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rappresenta uno spartiacque per la politica estera italiana. Da una prospettiva liberale e atlantista, l’episodio non è una semplice scaramuccia da social media, ma il sintomo di una frizione profonda tra due visioni dell’Occidente: il sovranismo transazionale guidato dall’isolazionismo americano e il conservatorismo europeo di matrice atlantica ed europeista.
L’AFFONDO DI TRUMP E LA REAZIONE DI ROMA
La miccia è stata accesa a metà giugno scorso, durante un’intervista rilasciata da Donald Trump alla trasmissione L’Aria che tira su La7. Riferendosi a un colloquio a margine del vertice di Evian, il tycoon statunitense ha usato toni sprezzanti nei confronti della premier italiana: “Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena”. La risposta di Giorgia Meloni non si è fatta attendere ed è arrivata tramite un videomessaggio su Instagram dal taglio netto e privo di subalternità psicologica. La premier ha definito le dichiarazioni di Trump “totalmente inventate”, dichiarandosi “allibita”, per poi contrattaccare sul piano politico e geopolitico: “Io e l’Italia non imploriamo mai. Non so perché il presidente degli Stati Uniti si comporti così con gli alleati. Dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con leadership con le quali è........
