Questa crudeltà la percepiscono anche i salmoni
Bambini con il fucile, finanziamenti negati per il documentario su Regeni. Il rischio è di assuefarsi
Bisogna procurarsi un salmone e ripetere l’esperimento di Craig Bennett: nel 2009, infatti, il neuroscienziato andò in pescheria, comprò un salmone atlantico e lo inserì in una macchina per la risonanza magnetica funzionale, che in genere si usa per studiare le attività del cervello. Al defunto salmone vennero dunque mostrate fotografie «che ritraevano individui umani in situazioni sociali», e molto seriamente gli venne chiesto di pensare a «quale emozione provava l'individuo nella foto». Il risultato fu che il cervello del salmone mostrava tracce di attività davanti alle foto: «Un salmone morto è in grado di percepire le emozioni umane», ghignò Bennett, che in realtà voleva mettere in guardia gli entusiasti dai pericoli dei falsi positivi nei dati delle neuroimmagini.
Comunque sia, bisogna procurarsi un salmone, vivo o morto non importa, posizionarlo in una macchina simile con la scusa di essere fedeli discepoli di Bennett e mostrargli, in successione, le fotografie dei protagonisti delle cronache di questi giorni. Forse, però, il cervello del salmone non reagirebbe davanti a Trump che dà dei pazzi bastardi agli iraniani, perché purtroppo persino i pesci si assuefanno a comportamenti che erano e sono inaccettabili in una civiltà. E d’altra parte, direbbe a questo punto il salmone, siete tutti bravi a indignarvi per un presidente degli Stati Uniti che è oggettivamente un pericolo planetario, e, già che ci siamo, a scandalizzarvi per la facilità con cui i ministri del governo attuale si fidanzano e distribuiscono favori alle amate, però non vi accorgete di quello che vi capita sotto gli occhi. Ha ragione il salmone: perché se non ci fosse stata la protesta di Extinction Rebellion nessuno avrebbe scritto una riga sul fatto che all’European Outdoor Show, la fiera delle armi da caccia e del tiro sportivo che si è svolta a Parma a fine mese, i minori di 12 anni non solo non erano esclusi, ma potevano entrare gratis e imbracciare le armi. Magari, chissà, anche farsi un selfie davanti alle armi FN Herstal, le stesse che hanno ucciso la bambina palestinese Hind Rajab. Insomma, vogliamo proibire i cellulari ai ragazzini ma gli mettiamo in mano i fucili.
E del resto, direbbe il nostro salmone prima di rivolgersi alla Protezione animali per manifesta crudeltà, voi siete quelli che hanno Giuli come ministro della Cultura, e la commissione di esperti nominata dal medesimo (ma due hanno dato le dimissioni) ha rifiutato di erogare finanziamenti pubblici a “Tutto il male del mondo”, il documentario di Simone Manetti sull’assassinio di Giulio Regeni. Già che c’era, la commissione ha definito inidoneo in quanto forse non rispetta il criterio «dell’interesse artistico, culturale e dell’identità nazionale», “The Echo Chamber”, basato sull’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, ritenendo invece degni un documentario su Alfredo Di Lelio, che rilanciò le fettuccine burro e parmigiano, e uno sulla taverna Anema e Core di Capri, più i film “Tony Pappalardo Investigation” di Pier Francesco Pingitore (sì, quello del Bagaglino) e “Il tempo delle mele cotte” con Maurizio Battista. Per questo, la cosa preziosa di oggi si sdoppia: sono i due libri di Christa Wolf, “Cassandra” e “Premesse a Cassandra”, che la casa editrice e/o riporta in libreria nella traduzione di Anita Raja. Oltre quarant’anni dopo, sono ancora testi attuali e la bellissima frase: «Tra uccidere e morire c’è una terza via: vivere», ci aiuta a cercare almeno una fiammella di luce in questo tragicomico buio.
