Che cosa ci aspettiamo dagli intellettuali?
Il problema non sono le opinioni di artisti e letterati. Sbagliamo noi a cercare in loro una guida
La domanda emersa in questi giorni si può riassumere così: perché ci si sente traditi da Francesco De Gregori (che non prende posizione) e da Erri De Luca (che ne prende una oggettivamente deprecabile negando il genocidio a Gaza), al punto di affermare pubblicamente che si getteranno le loro opere nell’immondizia? Formulata diversamente, la domanda è: cosa ci aspettiamo dagli intellettuali?
Si può rispondere scegliendo diverse strade. Quella più autorevole parte da Roland Barthes e da una sua vecchia affermazione: «Quello che il pubblico vuole è l’immagine della passione, non la passione». Parla del wrestling, ma la frase vale anche per gli scrittori o i cantanti che vengono trasformati in idoli se, per dirla con Barthes, li consumiamo come un segno. E giocare con i segni è pericoloso, perché........
