A riflettori spenti un altro scudo per le imprese
La riforma elaborata in sordina da Nordio ribalta l’onere della prova sulla responsabilità penale
Prima gli infortuni sul lavoro. Ora i disastri ambientali. In sordina, nel chiuso del ministero di via Arenula, l’ineffabile Carlo Nordio ha piazzato un uno-due sulla responsabilità penale delle imprese. Dopo gli incidenti, prova a scudare le aziende anche per gli scempi. Potrebbe chiamarsi salva-Ilva per gli effetti che potrebbe avere su uno dei processi simbolo ancora aperti sulla responsabilità degli enti. È la norma che modifica, ribalta sostanzialmente, la legge 231 – sempre che il Parlamento, dove ora approda, non la cambi. A Taranto, la Corte di Assise aveva condannato l’ente, non solo gli uomini, proprio per la sistematica violazione delle cautele: l’interesse dell’azienda stava nel risparmio, nel non aver speso per la sicurezza, pur di massimizzare la produzione.
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