Mille euro al mese a fatica, lavoro povero per 55mila bergamaschi
Mille euro al mese a fatica, lavoro povero per 55mila bergamaschi
I DATI. L’anno scorso erano 50mila. Non solo i riders, casi anche nella ricettività alberghiera e nell’edilizia. Pure chi è lavoratore dipendente fa fatica. I sindacati: «Contrastare i contratti pirata volti solo ad abbattere i costi». Sul giornale due pagine di approfondimento, con alcune testimonianze, dalla baby sitter all’assistente educatore.
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Alcuni casi sono sotto gli occhi di tutti, visibilissimi nella loro fatica lungo le strade, e ormai illuminati anche dai fari della magistratura. Ma non ci sono solo i rider e la loro quotidianità scandita da un algoritmo per compensi spesso miseri: il «lavoro povero» – chi ha un impiego con un reddito insufficiente a superare la soglia di povertà – è una realtà dalle molteplici sfumature, mimetica e camaleontica, spesso formalmente rispettosa delle leggi.
Ricettività, edilizia e servizi sono i settori più esposti
Ricettività, edilizia e servizi sono i settori più esposti
Potrebbero essere circa 55mila i bergamaschi in questa condizione, ed è una stima che trova conferme su più fronti. Ad esempio, rielaborando gli ultimi dati disponibili dell’Inps, in provincia di Bergamo si contano circa 15mila lavoratori dipendenti – quelli teoricamente più tutelati – che pur avendo lavorato un anno intero hanno una retribuzione lorda di 15mila euro annui, di fatto arrivando a fatica ai mille euro netti mensili: tra........
