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Rubinacci pensa positivo: "Venezia? Un’opportunità"

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07.03.2026

Il mister granata: "Andiamo a giocarcela al massimo con le carte che abbiamo" "Con così tante defezioni è dura allenare la squadra: devo essere bravo io".

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"Ricaricare la parte emotiva quando ci sono così tante partite ravvicinate è sempre la parte più difficile. Per questo motivo il Milan del grande Alessandro Nesta era una squadra fortissima: avevano un impegno ogni tre giorni, ma il rendimento non calava mai, riuscivano immediatamente a rigenerarsi. Credo che col Südtirol ad un certo punto i ragazzi abbiano pagato soprattutto questo: la stanchezza fisica e mentale. Dopo aver puntualizzato alcune cose già negli spogliatoi, prima della doccia, adesso è il momento di voltare pagina. Il calendario ci offre una partita bellissima contro il Venezia: la squadra più forte, con un mister specializzato nelle promozioni in Serie A".

Anche noi stiamo imparando a conoscere Lorenzo Rubinacci, ma gli va certamente riconosciuta un’innata capacità di non far trasparire le proprie emozioni. Nei giorni di sole, così come in quelli dove c’è burrasca, la sua priorità è quella di proteggere il gruppo, a costo di fare lunghi giri di parole che spesso – una volta analizzate – ti sfuggono come sabbia tra le mani.

"Dopo una sconfitta come quella con il Südtirol avreste forse preferito affrontare un avversario più ‘semplice’ in cui eravamo costretti a fare punti? Andremo a giocarcela al massimo con le carte che abbiamo a disposizione".

Già e il punto è proprio questo, perché la Reggiana in questo momento sembra un lazzaretto. L’ultimo forfait ufficiale riguarda Paolo Rozzio, ma il problema è che anche Vicari – il naturale sostituto – non è ancora pronto. "Non voglio forzare il suo percorso di reinserimento, non voglio fare errori – spiega il mister – sta lavorando con il preparatore e lo staff medico e quando loro mi diranno che è a posto, allora gli darò una casacca".

Resta da capire, però, quale identità potrà avere - sarebbe meglio dire ‘si possa dare’ – a questa Reggiana.

"Come vi avevo detto in sede di presentazione: il sentiero me lo darà il cammino ed è ancora così. Quando vuoi trovare un’identità ci sono due strade: o fare tantissime esercitazioni oppure giocare. Noi in questo momento abbiamo tante defezioni, quindi mi devo inventare un nuovo modo di allenare: è dura, non lo nascondo, ma devo essere bravo io’. Quasi impossibile non citare i 574 cuori granata che anche oggi coloreranno il ‘Penzo’ e tiferanno a squarciagola per 90 minuti.

"Voglio dirgli che sono speciali, unici…E li ringrazio tutti. Come gli ho chiesto scusa dopo l’ultima partita. Spero di dargli una gioia o almeno una mezza gioia, perché se la meritano davvero tanto. Perché dovrebbero ancora aver fiducia in noi? Perché amare è dare, senza pretendere nulla in cambio. A volte ci si rimane male, ma quella è l’essenza di tutto. Ho una famiglia e sono stato tifoso: so cosa significa questo. A volte ci si rimane male, ma non trasformo mai il mio amore in rabbia, perché la rabbia non aggiunge niente alla sfida: è solo una devastazione personale".

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© il Resto del Carlino