Dazi, la Corte Suprema gela Trump: “Illegali”. Incubo rimborsi per 200 miliardi /
Roma, 20 febbraio 2026 - La sentenza della Corte Suprema Usa boccia drasticamente come illegali i dazi di Donald Trump: "The Framers gave Congress alone the power to impose tariffs during peacetime", "I Padri fondatori affidarono solo al Congresso il potere di imporre tariffe in tempo di pace". Una batosta e una sconfitta politica (la più grave dall’inizio del suo mandato) per il presidente americano che rischia di trasformarsi anche in un boomerang economico di enorme impatto per il bilancio degli Stati Uniti: l’ammontare dei risarcimenti potrebbe toccare la cifra di 200 miliardi di dollari. Senza contare i riflessi negativi sulle elezioni di Midterm dell’autunno. Tanto più con una crescita che crolla all’1,4% nel quarto trimestre e l’inflazione che vola al 2,9%.
Per imporre i dazi annunciati il 2 aprile 2025 e ridefiniti con gli accordi con i singoli Paesi, Trump aveva utilizzato i poteri presidenziali sulla scorta dell’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) del 1977, sostenendo che i deficit commerciali rappresentavano un’emergenza nazionale. La Corte Suprema, però, con una sentenza storica ha detto no alla via scelta dal presidente. A favore della bocciatura sono stati il presidente Roberts, i due conservatori Gorsuch e Barrett nominati da Trump, e i tre liberal Kagan, Sotomayor e Ketanji Brown. Contro hanno votato i tre giudici più conservatori, cioè Thomas, Alito e Kavanuagh. E, dunque, anche i giudici voluti dalla Casa Bianca trumpiana hanno sconfessato il tycoon, che, non a caso, li considera "traditori". La motivazione della decisione è netta: non basta invocare l’emergenza per aggirare il Congresso. E neppure il richiamo alla politica estera rende inapplicabile la major questions doctrine. E, dunque, senza il via libera esplicito del Parlamento tutte le tariffe sono illegali.
È vero che Trump, dopo aver bollato come vergognosa la sentenza, ha annunciato di voler ricorrere a altri strumenti giuridici per mantenere le tariffe. Ma ciò non toglie che per quelli dichiarati illegali potrebbe partire una raffica di ricorsi degli importatori per ottenere i rimborsi dalla Customs and Border Protection su quanto pagato: con il rischio di arrivare a 175-200 miliardi di dollari. È questa la stima degli economisti del Penn-Wharton Budget Model, su richiesta dell’agenzia Reuters. E, del resto, i tre giudici che hanno votato contro la decisione della Corte hanno avvisato: "Gli Stati Uniti potrebbero essere tenuti a rimborsare miliardi di dollari agli importatori che hanno pagato i dazi". Ma paradossalmente proprio la decisione dei giudici salva la giornata di Borsa: le piazze europee brindano al protezionismo umiliato a Parigi (+1,39%), Francoforte (+0,87%), Milano (+1,48%), New York prima indebolita dai dati economici ha poi accelerato dopo la sentenza, e procede sul finale col Dow Jones a +0,42% e Nasdaq a +0,98%.
Nessuno strappo ma la volontà di vederci chiaro e la tentazione di congelare nuovamente la ratifica dell’accordo siglato a luglio in Scozia, come chiedono i socialisti europei. La clamorosa bocciatura dei dazi di Trump genera innanzitutto confusione tra le cancellerie europee. "Restiamo in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per chiarire quali misure intende adottare", spiegano dalla Commissione. Londra si dichiara a sua volta "pronta a collaborare con l’amministrazione Trump" sull’impatto della bocciatura. E sulla stessa posizione è la Germania. Mentre il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, avvisa: "È sempre una buona notizia quando si tolgono i dazi, ma non credo ci saranno grandi cambiamenti".
